Le chiese

CHIESA DI SOLAROLO DEDICATA A SANTA MARGHERITA VERGINE E MARTIRE

chiesaLa chiesa parrocchiale di Solarolo è intitolata a "Santa Margherita Vergine e Martire", fu costruita su progetto dell'arch. Giovanni Battista Marconi, nell'arco di sei mesi, nel 1817 (dal 13 aprile al 01 novembre).
L'edificio, di gusto neoclassico, presenta la facciata ricoperta in marmo, la porta centrale d'ingresso sormontata da una lapide a ricordo del periodo di costruzione, le due porte laterali e il campanile posto sulla destra.
All'interno una sola navata, tre cappelle, il presbiterio con due cappelline e l'abside semicircolare, il battistero e la fonte battesimale, un'acquasantiera in marmo bianco.
La cappella, dedicata alla "Madonna del Rosario", accoglie una statua in gesso e il tabernacolo disegnato da Giovanni Battista Vergani in marmo bianco con specchiature rosse.
L'altra cappella è dedicata a "Sant'Antonio"; una terza cappella è dedicata al "Sacro Cuore di Gesù", e anch'essa ospita una statua in gesso.
Diversi i quadri di autori ignoti: "La Vergine col Bambino Gesù e i quattro Santi" (S. Luigi Gonzaga, S. Antonio da Padova, S. Domenico, S. Margherita) databile alla fine del 1700, la "Madonna del Rosario" su una nube con i SS. Margherita e Domenico in adorazione, databile al 1600, "Madonna Assunta" databile al '600, "Mater Misericordiae" del diciottesimo secolo.

 

 

 

 

CHIESA DI MASSIMBONA DEDICATA A SAN PIETRO IN VINCOLI

Al centro del borgo di Massimbona sorge una piccola chiesa intitolata a "S. Pietro in Vincoli". Ciò costituisce un'ulteriore testimonianza dell'antichità del luogo.
Nulla è stato tramandato a proposito della chiesa in questione, a differenza di altri edifici religiosi della zona, come la parrocchiale costruita nella fortezza di Goito ed il convento dei monaci benedettini con chiesa dedicata a "S. Martino".
Non esiste una data precisa di fondazione della chiesa, per cui unica possibilità è quella di suggerire ipotesi in base ai documenti presenti nell'Archivio di Stato e nell'Archivio Storico Diocesano di Mantova. Le caratteristiche che l'edificio presenta rientrano nella tipologia della chiesa campestre (navata unica, piccole dimensioni, facciata a capanna) tipica di molte chiese della campagna dell'Alto Mantovano edificate intorno all'XI – XII secolo.
E' da ritenere valida l'ipotesi di una fondazione benedettina dell'oratorio legata all'avvento di monaci provenienti dal monastero di "S. Genesio" di Brescello, a sua volta dipendente da quello di S. Benedetto di Polirone, a cui la contessa Matilde di Canossa aveva concesso nel 1099 il territorio di Goito e le zone limitrofe.
Assai arduo è poter dire quale fosse la struttura originaria della chiesa, vista la scarsità di documenti che la riguardano direttamente e i vari cambiamenti, spesso non testimoniati per iscritto, che essa ha subito nei secoli.
Si può supporre che in origine presentasse una semplice pianta rettangolare con un unico altare centrale ed un presbiterio piuttosto ampio. Del resto già nella prima metà del '500 è ricordata come chiesa campestre e come tale doveva avere una struttura piuttosto scarna e semplice, utile ai pochi abitanti del borgo ed ai passanti della via Postumia.
In essa non vi fu nel corso dei secoli vivace attività ecclesiastica, per cui l'edificio fu un po' abbandonato a se stesso, tant'è che ogni visita pastorale riporta la necessità di riparazioni, abbellimenti, aggiunte.
Ogni volta emergeva il rischio che essa venisse abbattuta e sostituita da altri edifici: addirittura si legge in una visita pastorale del 1556 che, in dato anno, fu allontanato il sacerdote da Massimbona per l'impossibilità di dare a questi una remunerazione.
La presenza di un unico altare è testimoniata in alcune visite pastorali in cui si parla di esso e dei cambiamenti apportatigli.
Nel 1575 infatti esisteva un altar maggiore che necessitava di una risistemazione, visto che era venuta meno la copertura del tetto sopra di esso, e di un abbellimento: venne quindi ordinata la realizzazione di una pala rappresentante "S. Pietro crocifisso" da collocare sopra l'altare.
Riferimenti all'altare sono presenti anche in una visita pastorale del 1674 in cui si parla della necessità di inserire due grandi manici ai lati della pala e di fare un baldacchino da porre sopra l'altare.
E' però nella prima metà del '700 che esso subisce una modifica radicale, quando in occasione dell'Anno Santo 1725, il vescovo mons. Guidi di Bagno attua un ampio restauro testimoniato dall'incisione, presente sul fronte principale esterno della chiesa, sopra la finestra all'interno dell'architrave, durante il quale inserisce un nuovo altare, che è poi l'attuale, il cui disegno originale è conservato in Archivio di Stato.
L'importanza che la chiesa assume nel corso del 1800 come punto di riferimento per i fedeli della zona, grazie anche agli abbellimenti realizzati nel '700 ad opera dei Cavriani, è testimoniata dalla sistemazione della strada che collega il borgo di Villabona alla chiesa di Massimbona nel 1853. Tale lavoro rientra in una serie di opere pubbliche attuate per migliorare le condizioni del popolo.
Una successiva carta del 1834 mette in evidenza l'aggiunta di un corpo laterale e la presenza di due altari minori. (Questi ultimi sarebbero stati demoliti durante il secondo conflitto mondiale, precisamente nel 1941 e, secondo testimonianze orali, eliminati del tutto nel 1958 quando la chiesa assunse la conformazione attuale.)
Cambiamenti radicali subì poi l'edificio nel XX secolo quando nel 1941, oltre all'abbattimento dei due altari, venne chiusa la porta del campanile e del casante, furono otturate due nicchie, i muri vennero intonacati, vennero fatti due tratti di pavimento e aggiunte due mensole.
La piccola chiesa campestre, di proprietà della Parrocchia di Goito, si presenta di modeste dimensioni, mt. 14 x 18, dotata di un basso campanile con un motivo a cuspide in cotto consolidato e quattro monofore sui lati. In esso è presente una campana tutt'ora funzionante, istoriata da stemmi gentilizi e riportante l'iscrizione: Petrus et Franciscus filius vernaculi Cavadini (Pietro e il figlio Francesco abitanti di Cavaion). Tale scritta lascia supporre che probabilmente avessero soggiornato qui Signori provenienti dal territorio veronese.
L'edificio, interamente in sassi e cotto, consiste in una semplice struttura a capanna con un timpano al cui centro è inserita una finestra rettangolare. Quest'ultima, insieme ad altre due aperture non originali, dà luce all'ambiente.
Le pareti esterne presentano, dopo il restauro del 2000, una base di intonaco in grassello, calce idraulica e sabbia locale non lavata con coloritura superficiale di silicati di tonalità gialla; affiorano sulla parete di destra, in prossimità della finestra, stralci di affreschi e, al di sopra di essi, parti sporgenti in ferro brunito.
Il tetto è caratterizzato da un manto di copertura in coppi di recupero, mentre il portone d'ingresso è di legno di rovere cerato e sopra di esso è presente lo stemma in cotto murato dei conti Cavriani, antichi proprietari della chiesa.
L'interno è ad aula, costituito cioè da un'unica navata rettangolare, terminante con un presbiterio allungato e ristretto culminante in un unico altare.
Le pareti interne presentano una struttura a palinsesto caratterizzata da dipinti di epoche diverse che si sovrappongono gli uni agli altri, mentre le decorazioni della zona presbiterale mostrano una situazione più chiara e di facile studio.
Il pavimento è costituito da mattonelle in cotto che hanno sostituito quello in cemento realizzato nel 1958, ultimo intervento eseguito, al posto del precedente in cotto mantovano.
La copertura interna del soffitto è data da una serie di capriate intervallate da travi di ripartizione, esse furono realizzate, con molta probabilità, negli anni '40 del 1900, periodo in cui furono eseguiti anche altri interventi.

CHIESA DI SAN LORENZO DEDICATA A SAN LORENZO

La chiesa campestre di San Lorenzo databile prima del 1500 si trova nella piccola località omonima in ambiente prettamente rurale.
Possiede una fisionomia architettonica tipica delle piccole pievi con struttura in cotto, porta centrale con soprastante rosone a due finestre con inferriate ai rispettivi lati.







 

 

 

 

 

 

CHIESETTA PRIVATA DI MUSSOLINA DEDICATA A SAN CARLO BORROMEO

La chiesetta è di proprietà della Famiglia Galtrucco si trova in Corte Mussolina in località Sacca di Goito.
L'edificio di struttura tradizionale in cotto intonacato presenta una porta d'ingresso con soprastante tettoietta a riparo e due finestre sulla parete libera, essendo la chiesetta adiacente alla casa padronale sull'altro lato. All'interno funge da altare un'antica pala del '700 raffigurante la "SS. Trinità" e "San Carlo".


 

 

 

 

 

 

CHIESA DI SACCA DEDICATA ALLA BEATA VERGINE MARIA

La chiesa di Sacca era stata edificata intorno al 1967 dalla Famiglia Galtrucco (ricchi proprietari terrieri) e successivamente donata alla popolazione locale.



















 

CHIESA DI MAGLIO DEDICATA A SANTA RITA DA CASCIA

La chiesa di Maglio realizzata intorno al 1950 è intitolata a S. Rita e voluta fortemente dall'allora priore mons. Giulio Ghidoni.
Costruita dalla Famiglia Marenghi su area donata alla Parrocchia dalla Famiglia Moschini.
All'interno dipinti raffiguranti la Sacra Famiglia e la morte di San Giuseppe.






 

 

 

 

 

 

CHIESETTA DEDICATA ALL'ANGELO CUSTODE

La chiesa dell'Angelo Custode è stata costruita all'incirca nel 1750 su volere dell'allora priore Don Antonio Reggiani.
La piccola chiesa ha, secondo la devozione popolare, la funzione d'invocare la protezione per uomini ed animali da una delle frequenti pestilenze che colpivano a quell'epoca il mantovano, ma anche per far riflettere che: ogni uomo è aiutato a vivere il pieno compimento del piano divino, nel proprio giusto cammino esistenziale, oltre che dalla grazia, dall'intelletto e dalla libera volontà nell'agire, anche dal proprio "angelo custode".

 

 

 

 

 

 

 

CHIESA DI TORRE DELLA DIVINA MISERICORDIA

 



Inaugurazione: Domenica 3 Maggio 2011 una moltitudine di persone aveva preso parte all'inaugurazione della chiesa di Torre. La frazione di Torre conta circa 300 abitanti che da tempo attendevano un luogo in cui poter celebrare la liturgia. Grazie all'impegno dell'Amministrazione Comunale il progetto si è realizzato nell'arco di un anno e mezzo. Prima messa con il vescovo, Roberto Busti, insieme al parroco del capoluogo don Amedeo Messedaglia e al vice don Massimo Mattioli.  Un giorno di festa per l'intera comunitá di fedeli, provenienti anche dai quartieri limitrofi, richiamati dalla presenza dei tanti prelati, tra i quali Monsignore Giancarlo Manzoli. La folla era talmente numerosa che la piccola chiesetta, dedicata alla Misericordia Divina, non è riuscita a contenere tutti ed in molti hanno assistito al rito celebrativo dal sagrato.  Busti ha ricordato l'importanza della ricorrenza, annunciando che giovedì inizierá la sua visita pastorale a Goito proprio partendo dalla nuova chiesa della Divina Misericordia di Torre . Le aziende ed i parrocchiani di Torre hanno contribuito all'allestimento degli arredi interni e del campanile con le due campane elettriche, impegnandosi anche sotto il profilo economico, testimoniando quanto l'opera pubblica fosse desiderata, evitado di doversi sempre spostare nel capoluogo. Per poterla costruire l'amministrazione comunale ha rinunciato ad incassare gli oneri di urbanizzazione, convenzionandosi con il costruttore, in quanto l'immobile rientra nel Piano di Lottizzazione residenziale «Sereno».  Nella frazione si sono insediate molte giovani coppie con figli. Non a caso nelle adiacenze della chiesa, è stato costruito un parco verde attrezzato.  L'intervento è costato complessivamente 144.500 euro, comprensivo di un'area per il parcheggio. La prossima messa verrá celebrata il 24 e le successive avranno cadenza mensile, oltre alla recita del rosario durante il mese mariano.
Note tecniche: La chiesa è stata realizzata in un'ampia area di interesse pubblico. La costruzione ha una forma geometrica semplice, con dimensioni: lunghezza ml. 13,30 , larghezza ml. 6,50 e altezza in gronda ml. 5,10. L'ingresso principale della chiesa, posto perpendicolarmente alla via di accesso, Girolamo Savonarola, è valorizzato da un camminamento, inserito nell'area sistemata a verde, di larghezza ml. 2,50 lungo circa ml. 30 che accoglie i visitatori accompagnandoli alla chiesa, completato per l'ultimo tratto da colonnine in marmo su ambo i lati, distanti una dall'altra ml. 3,00. La superficie utile adibita a posti a sedere su banchi è di 47,80 mq. mentre è di mq. 14,90 la superficie utile sede dell'altare, tabernacolo, ambone e di mq. 3,80 sono adibiti a vestibolo separato e nascosto da una parete in getto di c.a. faccia vista. Posto sul retro è situato un servizio igienico con anti della superficie utile pari a mq. 3,70 accessibile solo dall'esterno. La volumetria della chiesa è pari a mc. 440,00. Sulla copertura a capanna della chiesa, in continuità con la parete del prospetto anteriore, è situato l'abitacolo in muratura delle due campane. La chiesa è stata realizzata secondo le disposizioni previste dalla Legge 10/1991, e precisamente: le murature, i tamponamenti, le coperture ed i solai delimitanti i locali riscaldati, sono con materiali ed accorgimenti tecnici tali da consentire che i coefficienti volumetrici di dispersione termica dell'edificio e dei singoli ambienti rispettino i valori previsti dalla legge sul contenimento dei consumi energetici

 

 

 

 

 

 

  

EX ORATORIO DI CORTE BARDELLONA DEDICATA A SAN CARLO BORROMEO

La chiesetta privata intitolata a "San Carlo Borromeo" è stata costruita all'incirca nel 1750 a ridosso della bellissima Villa/Corte Bardellona, lungo la Strada Torre che conduce a Pozzolo.
La proprietà delle Famiglie Nuvolari- Moschini hanno ristrutturato negli anni '80 la chiesetta contemporaneamente all'intera struttura principale.
La chiesetta che sia dedicata a "S. Carlo Borromeo" lo si deve al fatto che è considerato protettore dei frutteti di mele, che al tempo era la principale coltivazione locale.

 

 

 

 

 

 

EX ORATORIO DI CORTE BELLACQUA DEDICATA A SAN PIO V°

La chiesetta privata intitolata a "San Pio V°" è stata costruita all'incirca nel 1650 all'interno della Corte Bellacqua lungo la Strada Bellacqua che unisce la frazione di Sacca a Rivalta sul Mincio.
La piccola chiesetta che era in grave stato d'abbandono e apparteneva alla Famiglia Galtrucco, è stata totalmente ristrutturata e ora destinata ad uso privato diverso.













 

 

CAPPELLA VOTIVA IN LOCALITA' CROCE DEL GALLO – STRADA MARENGO - GOITO

La cappella votiva in località Croce del Gallo a lato della Strada Marengo all'intersezione con la Strada Massimbona risulta realizzata intono al 1936 e successivamente, a più fasi, restaurata ed è una piccola costruzione che, riproducendo in scala assai minore le caratteristiche di un edificio di normali proporzioni, è destinata a tabernacolo, nicchia, pilone votivo e reliquario.
Per la sua costruzione si è preso spunto dalle prime edicole che erano state fatte costruire a Roma, sul Campidoglio, ad opera del Re Tarquinio, e dedicate a Giove, a Giunone e a Minerva.
L'edicola votiva di Croce del Gallo è dedicata alla Madonna, infatti il culto più frequente, come è noto, è nel mese di Maggio, perché ogni giorno all'imbrunire, si tiene una funzione religiosa in nome di Maria Vergine.
Maggio è il mese mariano per antonomasia, perché dedicato al culto di Maria di Nazareth, madre di Gesù.
La cappella a lato della strada reca una nota pittoresca con la vivace decorazione interna e la lucerna votiva e funge da riflessione per il visitatore, che può soffermarsi nel piccolo antistante portichetto coperto.

Attualmente si notano edicole votive di vario genere sorgenti agli incroci delle strade e sui prospetti delle abitazioni ed edicole senza una destinazione precisa, semplici simulacri di più grandi templi costruiti per adempiere ad un voto. Questo fenomeno ebbe la sua massima diffusione a partire dal Rinascimento e continuò nei periodi successivi. Numerose incominciarono ad essere le Edicole contenenti immagini sacre, sparse sulle facciate e specialmente sugli spigoli delle case e dei palazzi, ai quali recano una nota pittoresca con la vivace decorazione e la lucerna votiva.
Il culto, come è noto, è più frequente nel mese di Maggio, perché ogni giorno si tiene una funzione religiosa in nome di Maria Vergine. Maggio: mese mariano per antonomasia, perchè dedicato al culto di Maria di Nazareth, madre di Gesù.
Mi sembra giusto che i giovani sappiano e conoscano la forte devozione e il particolare culto dei Tricasini verso Maria anche attraverso le Edicole votive edificate in Suo onore o dedicate e consacrate alla Mamma di Gesù, giovane donna innocente e virtuosa, di grande modestia e comprensione, di pura e delicata bellezza, come sono abituato ad immaginarLa ed a raffigurarLa sin da quando ero bambino, grazie a mia Madre che aveva per Maria una profonda ed illimitata venerazione.

 

CAPITELLO IN FRAZIONE SACCA ALL'INTERSEZIONE CON STRADA BELLACQUA

I motivi per cui esiste un capitello a Sacca all'intersezione con Strada Bellacqua possono essere diversi, ma probabilmente i motivi principali sono la richiesta di protezione e di soccorso oppure di grazia ricevuta.
A memoria d'uomo il capitello di Sacca venne costruito come una preghiera per ottenere guarigione e per allontanare la peste e tante paure, infatti al suo interno si può scorgere la Madonna – Maria, colei che per eccellenza soccorre, aiuta a vivere e a sopportare.
Il capitello di Sacca è rappresentativo dell'aspetto più singolare del processo di sacralizzazione del suo territorio, cioè la "conquista religiosa dello spazio" da parte dei fedeli.
Il capitello di Sacca è fra quelli più rappresentativi di quelli antichi, essendo realizzato all'incrocio di vie, cioè inserito nella rete viaria creata dai romani impostato secondo la disposizione dei cardini e dei decumani.
Il capitello di Sacca è simbolo ed espressione della "vittoria della religione cristiana sul paganesimo" e come attestazione del "carattere sacro del confine".

 

 

 

 

CORTE CAPANNELLE - LOCALITA' SAN FAUSTINO - SOLAROLO
SANTUARIO DEDICATO ALLA "REGINA DELLA PACE" - ORATORIO PUBBLICO

Tra il 1958 e il 1964 il Sig. Enrico Piva che abitava in una corte agricola in località Faustino (2 Km. da Villa Cappella , 3 Km. da Ceresara , 13 Km. da Goito il Comune di appartenenza) decide, d'accordo con il Parroco di Ceresara, di ampliare i fabbricati della stalla e della casa per ospitare i 2 figli, le loro mogli e i loro bambini.
La costruzione che lo impegna maggiormente e che segna una svolta radicale nella sua vita, è quella della chiesetta dedicata alla "Regina della Pace", che la Curia vescovile di Mantova nel 1966 riconosce come Oratorio pubblico (prima sullo stesso luogo c'era un capitello- vedi foto a lato).Nel 1965 il Sig. Enrico Piva incontra il gruppo dei Volontari della Sofferenza di Monsignor Novarese e si associa; pertanto negli anni a venire, ha la possibilità di essere a diretto contatto con il delicato mondo della sofferenza e dell'isolamento di persone ammalate e anziane.
Con uno spiccato spirito missionario e con una instancabile attività caritativa si fa prossimo ai più poveri, ai bisognosi, alle famiglie in difficoltà.
Con la costruzione della chiesetta e con l'istituzione della festa dell'ammalato, le Capannelle diventeranno una "cattedrale all'aperto", così la definì il Vescovo Egidio Caporello in una delle celebrazioni presiedute in occasione della festa annuale che, da oltre 45 anni, si celebra l'ultima domenica di Agosto.
L'Oratorio pubblico "Le Capannelle" diventano un luogo importante e famoso: migliaia di persone accorrono attratte da niente di miracoloso nè da personaggi carismatici, richiamate solo dalla semplicità, dalla povertà e dall'essenzialità.
L'annuale "Festa dell'Ammalato" si ripete annualmente e puntualmente, anche in ricordo di Enrico Piva, che ci ha lasciati il 25 Marzo 1983 dopo una breve malattia.
La prima "Festa dell'Ammalto" (così adorava chiamare quella giornata Enrico Piva), fu celebrata l'8 Settembre 1967, esattamente un anno dopo la benedizione della chiesetta dedicata alla "Regina della Pace".
Inizialmente si trattava di un semplice raduno di ammalati e anziani invitati e "raccolti" nei paesi vicini.
Anno dopo anno la "festa" è diventato un fatto che interessa tutta la diocesi e non solo.
A Capannelle si radunano centinaia di persone, tutti attirati da un clima che lascia trasparire la grazia di Dio.
La giornata aveva preso così tanta importanza da indurre la Curia di Mantova a chiedere ed ottenere l'anticipazione della data, dalla prima domenica di Settembre, all'ultima domenica di Agosto, per non entrare in concorrenza con l'incontro degli ammalati che da anni la diocesi celebra al Santuario della Madonna delle Grazie.
Ora la "festa" è gestita dal Centro dei Volontari della Sofferenza che fanno di questa giornata l'inizio delle attività dell'anno pastorale.

CAPITELLO DEDICATO A S. ANTONIO IN STRADA CA' BIANCA-SOLAROLO

Il capitello situato in Strada Cà Bianca nella Frazione di Solarolo è posizionato sul retro della Villa "Sagramoso" in uno slargo sterrato, dove il pellegrino o credente può soffermarsi per una preghiera o semplicemente per osservare l'immagine del santo al suo interno. Il capitello originariamente era situato dove ora sorge una zona residenziale sempre in Strada Cà Bianca, dopo la chiesa e l'oratorio parrocchiale ed è stato spostato nell'attuale luogo per ragioni costruttive, ma nell'assoluto rispetto di ciò che rappresenta.

 

 

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